economia

La violenza economica sulle donne

C’è un tipo di violenza sulle donne della quale si parla poco ma che spesso è l’anticamera della violenza fisica vera e propria, ovvero la violenza economica.

La violenza economica si manifesta attraverso l’esclusione dal conto corrente di coppia o attraverso la richiesta alla rinuncia ad un lavoro da parte dell’uomo nei confronti della propria partner.

Non avere una propria indipendenza finanziaria a causa della mancanza di entrate autonome, o non avere il controllo sulle spese familiari e personali, rende la donna succube della volontà dell’uomo.

Le casistiche

Sono molte le casistiche che possono essere inquadrate come violenza economica, alcune hanno anche contorni molto sfumati tanto da non essere percepire come abuso psicologico in quanto accettate socialmente. Vediamone alcune delle più frequenti.

  • La dipendenza economica da mariti e compagni

Alla donna spesso viene chiesto di rinunciare al lavoro per accudire i figli. La richiesta può avvenire direttamente dal proprio compagno oppure da un calcolo di convenienza economica perché le tipologie di lavoro che la società offre al genere femmine in media sono scarsamente remunerate e a conti fatti non conviene pagare una baby sitter o un asilo nido.

Questo atteggiamento familiare e sociale ha radici molto profonde nel mito maschilista della brava mamma e della brava moglie e induce spesso le donne ad “autocensurarsi”, certe di avere fatto la scelta migliore. 

  • Il salario e lo stipendio delle donne sono mediamente più bassi di quelli degli uomini

Si tratta di una vera e propria violenza economica sociale. Spesso questa disparità rimane sottotraccia e non viene neanche percepita perché i salari e gli stipendi sono disciplinati dai contratti collettivi nazionali. Ma la differenza nasce dal mancato riconoscimento di un superminimo (cioè di una integrazione salariale rispetto al contratto) o dal livello di inquadramento più basso della donna a parità di tipo di lavoro rispetto ad un uomo. 

  • Indebitarsi per un partner

Sono sempre più frequenti i casi di persone che fingono amore per ottenere denaro dal proprio partner. In alcuni casi si tratta di truffe vere e proprie, perché magari sono di persone conosciute sui social delle quali ci si innamora e ci si fida. Ma anche all’interno di un rapporto di coppia ci può essere un raggiro facendo leva sul legame sentimentale. Sia chiaro, sono meccanismi nei quali possono cadere tutti, uomini o donne, ma le donne si fanno ingannare più facilmente (o con minore consapevolezza) perché hanno un concetto più romantico dell’amore. Anche se non si tratta di una violenza fisica, lo svuotamento del conto corrente può fare altrettanto male perché anche in questo caso può scattare il meccanismo di “esserselo meritato” per essere stata troppo ingenua.

  • Rimanere intrappolata in un mutuo. 

Quando una coppia si separa la capanna dei due cuori normalmente, in presenza di figli minori, viene affidata alla donna. In questo caso la parte svantaggiata sembra essere l’uomo, che deve continuare a pagare la propria parte di mutuo pur dovendo cercare un’altra dimora. 

Purtroppo molte donne approfittano di questa situazione, a volte con cattiveria nei confronti del partner. Ciò che non è chiaro agli uomini è che questa “furbizia” nasce spesso dal fatto che la donna parte svantaggiata a livello sociale e ha più difficoltà a rifarsi una vita, anche economica, per cui si aggrappa alle poche carte che ha in mano da giocarsi. 

Questo atteggiamento non aiuta nessuno perché gli uomini spesso si tutelano preventivamente mettendo ancora di più in difficoltà economica la donna nel corso del rapporto. Ma, riflettiamo, se le donne fossero più autonome finanziariamente, e con più chance da potersi giocare a livello lavorativo e sociale, probabilmente agirebbero diversamente nei confronti degli uomini che le hanno tradite, magari dopo anni di dedizione totale al focolare domestico. E’ sconcertante che la legge per tutelare la donne le ponga nella condizione di accanirsi contro i propri ex-mariti invece di aiutarle a raggiungere una propria indipendenza economica.

  • L’infedeltà finanziaria

L’infedeltà finanziaria è il “tradimento” che avviene quando si nascondono volutamente i saldi dei conti correnti, delle spese extra o delle carte di credito alla propria compagna. 

La reale situazione finanziaria spesso emerge quando avvengono eventi drammatici, come ad esempio alla morte del marito la moglie può scoprire che il caro estinto aveva fatto debiti dei quali non ne era a conoscenza, oppure aveva fatto investimenti rischiosi e la sopravvissuta si trova a dover rischiare di intaccare i propri beni per pagarli. 

Anche nel momento del divorzio possono nascere problematiche perché spesso l’uomo ha la tendenza ad occultare beni o lavori eseguiti in nero pur di non pagare gli alimenti alla ex moglie.

Le possibili soluzioni

Visto che modificare un contesto sociale fortemente maschilista non è nelle possibilità delle singole donne, quello che però può fare ciascuna è di noi è aumentare la propria istruzione finanziaria, senza avere pregiudizi nei confronti del denaro ai quali spesso viene dato una valenza antiromantica, come se fosse qualcosa di “sporco” che inquina il sentimento. Spesso il tabù sul denaro all’interno della coppia è superiore a quello relativo alla sfera sessuale.

Invece è importante mettere le cose in chiaro prima di iniziare un rapporto, proprio per proteggere sé stesse e la coppia. Se non si ha il coraggio di affrontare l’argomento direttamente bisogna fare capire alla controparte che ciascuno partecipa al bilancio familiare per quello che può contribuire. La famiglia è un’azienda vera e propria e ogni tipo di apporto che viene fornito non deve essere dato per scontato, sia che si tratta di svolgere lavori domestici o di accudimento (che acquistati sul mercato hanno un costo), sia che si tratta di fare risparmi sulle spese attraverso una gestione attenta del denaro.

L’ideale sarebbe che ciascuno avesse una propria autonomia finanziaria con la condivisione delle spese comuni in un conto condiviso dove ognuno apporta il denaro in base alle proprie possibilità e agli accordi presi, tenendo invece separate le spese personali per poter fare acquisti individuali senza dover renderne conto al proprio partner.

L’importante è che ci sia chiarezza su quello che si condivide, senza il timore di scaricare sul partner ansie o preoccupazioni finanziarie difficili da sopportare dal punto di vista emotivo. L’abitudine a parlare di denaro con regolarità all’interno della coppia fa sì che a nessuno dei due venga la tentazione di approfittare di un atteggiamento rinunciatario da parte dell’altro.

Monica è sulla pagina Instagram @monicavitali10

L’autrice: MONICA VITALI

Contabilità, bilanci, budget e controllo di gestione sono il mio pane quotidiano ormai da diversi anni, ed è un lavoro che mi appassiona molto.

Ho basato sin dall’inizio tutto il mio percorso scolastico e professionale all’interno delle aziende sulla contabilità e l’economia aziendale, pubblicando diversi articoli su riviste specializzate e sul web, e…

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